Il conflitto tra demanio e feudo, tra Salerno e Cava, tra patrizi e popolari, le vicende personali di Roberto, Antonello e Ferrante Sanseverino.
Questo volume di Raffaele Colapietra, dedicato al principato dei Sanseverino di Salerno dalle origini alla caduta definitiva, inaugura la “Collana di Studi storici salernitani” che viene ad affiancarsi alla risorta e rinnovata Rassegna Storica Salernitana ed è destinata ad ospitare ricerche monografiche, di singoli studiosi o anche di équipes, che per la loro mole non potrebbero trovar posto nella rivista. La delimitazione territoriale è sembrata opportuna, anzi necessaria, anche se non vuole essere troppo rigida (è superfluo segnalare le strette connessioni della nostra zona con più larghi àmbiti geostorici, non solo meridionali) e soprattutto nulla intende concedere al genere di storia municipalistica e ad una erudizione fine a se stessa, estranea ad una seria problematica storica. Non poniamo, invece, nessun limite cronologico: la “Collana’; al. pari della Rassegna, accoglierà saggi spazianti dalle età più antiche ai giorni nostri. Altrettanto dicasi delle tematiche, che auspichiamo varie e aggiornate, dalla storia politica, sociale, economica, alla storia dell arte, della letteratura, del costume, della mentalità. L’autore di questo primo volume è storico ben noto, autore di numerosi studi, riguardanti anche il periodo qui trattato, e non ha bisogno di presentazione. Conviene piuttosto sottolineare che il saggio di Colapietra, con la sua acuta proposta interpretativa della vicenda dei Sanseverino salernitani, vede la luce proprio nel cinquecentesimo anniversario di quella “congiura dei baroni” che nel 1485 rappresentò il momento cruciale del complesso rapporto tra monarchia meridionale e baronaggio ribelle: coincidenza senza dubbio casuale ma non per questo meno significativa.

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