Le opinioni e gli arbitri “Illetterati” disseminati dall’autore nell’opera puntano ad offrire una prospettiva filosofica sull’uomo contemporaneo, “l’uomo senza distanze”.
La provocazione iperbolica del titolo funge da incipit ad un’analisi succinta, ma densa, dello stato ontologico della contemporaneità, dei caratteri universali della coscienza e della sua vicenda storica. La qualifica “illetterata” della dissertazione si pone volutamente in contrapposizione ad approcci specialistici e settoriali, ritenuti inadatti a catturare concetti che trascendono e attraversano tutte le “lettere” in questione, rivendicando una unità del sapere prettamente filosofica. Lo status di opinioni e arbitri ha parimenti valenza metodologica, rivendicando l’autore parzialità e vaghezza, considerate, in realtà, un presupposto inalienabile per una riflessione ampia e libera, affrancata da qualunque pretesa di oggettività o scientificità, ma altrettanto tesa all’indagine e al disvelamento di cognizioni universali.

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